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Domande Frequenti

COME NASCE UN'ASSOCIAZIONE ISF?
Un gruppo di persone intenzionate a costituire una sede di ISF nella propria università, dopo aver cercato consenso sull'iniziativa, prendono contatto con i gruppi esistenti attraverso il gruppo di Coordinamento Nazionale ISF (CN), con cui organizzano un incontro nella futura sede, dove il CN invia alcuni delegati. L'incontro è articolato in 2 momenti principali: una presentazione di ISF (principi, attività, prospettive) a una platea di persone interessate da parte dei delegati del CN, che in un secondo momento lavorano più a stretto contatto con chi sta guidando il gruppo nascente. Si stabilisce una relazione di accompagnamento fra il CN e il gruppo nascente attraverso uno o più delegati, scelti spesso in base a criteri di prossimità geografica. L'accompagnamento ha l'obiettivo di mantenere vivi gli stimoli nel gruppo nascente, di promuoverne la crescita autonoma e di appoggiare la riflessione consapevole sui principi di ISF.

Requisito cruciale per costituire un'associazione ISF è la condivisione della Carta dei Principi ISF Italia.

Abbiamo riconosciuto unanimemente che ogni Associazione ISF è essenzialmente fatta di persone. La crescita e il funzionamento di una ISF dipendono fortemente dal valore che viene attribuito a ogni singolo socio; per questo sono molto rilevanti le iniziative che stimolano la partecipazione e favoriscono la conoscenza reciproca, basate sul lavoro di gruppo e a carattere spesso informale. Non deve spaventare l’iniziale lavoro burocratico – amministrativo (statuto, atto costitutivo, ...); è importante altresì partire fin dall’inizio con un’attività pratica (un piccolo progetto, un seminario, un’iniziativa di autofinanziamento) che aggreghi le persone.

Una sede formalmente costituita che intende partecipare al coordinamento delle attività di ISF a livello nazionale, compatibilmente con le proprie risorse, delega 3 persone a partecipare, inizialmente come osservatori, alle attività del cn. La partecipazione al gruppo di coordinamento diventa effettiva dopo un periodo di graduale inserimento e conoscenza reciproca (che richiama il processo parallelo di inserimento di un nuovo socio in una singola sede ISF) sulla base del consenso reciproco del CN e della sede interessata. Ruolo e attività del CN sono descritti nel documento allegato “Coordinamento Nazionale e protocolli di comunicazione”

L’attività parte in genere dai documenti delle altre ISF sui quali il gruppo nascente lavora facendo considerazioni per conto suo. Può essere una buona idea l’organizzazione di una giornata informativa in facoltà, con campagna di adesione.


AMBITO LEGISLATIVO

a) Che tipologia di associazione è ISF?
b) Quali passi operativi seguire per la costituzione e la gestione di ISF?
c) Dove sta il conto corrente (etica)?
d) Da dove arrivano i finanziamenti?


La legislazione può variare da regione a regione; a ogni tipologia corrisponde una serie di benefici.

a) Il quadro legislativo è attualmente piuttosto confuso, molte leggi. Molte associazioni sono registrata (e lo consiglia) come Associazione di Volontariato (AdV) presso la Regione - Ufficio d'Impresa (vedi Legge Quadro sul Volontariato). Alcune sono nate e sono attualmente “Associazione di promozione sociale”.

b) Per costituire un’AdV bisogna presentare alla regione (registro regionale):

domanda di iscrizione;
atto costitutivo (contiene i nomi, il Codice Fiscale e le firme dei soci fondatori )
statuto dell'Associazione
scheda informativa
elenco cariche;
La gestione del bilancio di un'AdV prevede di tenere un libro mastro dove riportare tutte le entrate e le uscite. Non si prevede di pagare nessuno, con le seguenti eccezioni:
parcella per seminario o prestazione (l'associazione diventa sostituto d'imposta: entro il febbraio successivo alla data del pagamento, si presenta pagamento e si presenta il modulo 770 entro maggio)
rimborso spese (rilascio ricevuta).

Le ricevute vanno rilasciate anche a chi effettua donazioni all'Associazione, che sono esentasse. Il rilascio di ricevuta è importante anche a livello di immagine "siamo talmente corretti dicendoti anche chi siamo") Tutti questi documenti vanno conservati per un minimo di 10 anni.

c) Le uniche banche che garantiscono un utilizzo dei fondi rispettoso della Carta dei Principi sono la Banca Etica, i Crediti Cooperativi o le Casse Rurali, La posta è diventata SPA. Banca Etica ha prezzi bassi e offre 2 tipi di conti correnti alle AdV. Fra gli inconvenienti maggiori: non è presente sul territorio, non ha assegni; ha bancomat, consente di fare bonifici.

d) Il discorso finanziamenti si compene di due aspetti:
F1. quali sono le fonti possibili
F2. la coerenza dei finanziamenti con i principi ISF.

F1. I canali di finanziamento possono essere: gli enti locali (Regione, Provincia, Comune) le università (fondi per le associazioni; fondi dal budget dei singoli corsi di laurea o di facoltà per le missioni dei tesisti, se c’è accordo – importante il ruolo dei docenti), le donazioni da privati; i proventi di attività di autofinanziamento (cene, ...).

F2. È importante che i principi di accettazione dei fondi siano condivisi nel gruppo costituendo, facendo di questo un momento di crescita. Quanto alla coerenza dei finanziamenti con i principi, la filosofia di molte ONG è quella di prendere da chiunque visto che in ogni caso se ne fa un buon uso. In ISF prevale l’idea di accettare posto di non fare un patto col diavolo.

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

a)Come è strutturata internamente ISF?
b)Come è gestita la comunicazione interna? Dove sta il sito web?
c)Progetti: esiste un responsabile per area tematica?


L’assemblea è sovrana in ogni sede: le decisioni sono prese a maggioranza oppure all’unanimità; il consiglio direttivo è sempre presente per statuto ed è l’organo decisionale.
La struttura organizzativa è più o meno formalizzata a seconda delle sedi. La struttura adottata più comunemente prevede comunque una divisione in gruppi di lavoro. I gruppi di lavoro possono essere omogenei per competenza o per progetto. Altro aspetto comune è la presenza di un organo trasversale (“consiglio”, “coordinamento”, ...).

Alcuni gruppi distinguono 3 settori di attività: comunicazione, progetti, formazione. Ogni sede ha le sue specificità: Alcuni gruppi hanno un regolamento operativo scritto, altri più informale.

Lo spazio web viene in genere ottenuto dalla facoltà o appoggiandosi ad altre associazioni operanti sul territorio con le quali ci sia, ovviamente, un'affinità sui principi.

La strutturazione nei tre settori – progetti / formazione / comunicazione – in alcuni casi, non ha funzionato. Si è preferito allora fare in modo che ogni attività e progetto (dopo approvazione dell’assemblea) venisse portato avanti dai proponenti attraverso gruppi di lavoro.

La comunicazione interna avviene anche tramite una ML: è importante evitare lunghe discussioni che potrebbero nascere. Si creano malintesi che non si risolvono e possono acuire contrasti. Per le cose più tecniche, ci si scrive all'interno dei gruppi di lavoro. Esiste una ML di consiglio. Per la comunicazione da e verso l’esterno esiste l’indirizzo email: info@isf-roma.it

PERSONE ASSOCIATE

a) Che relazione c’è fra il ruolo e la categoria di socio (docente, studente, ingegnere, dottorando)
b)Come sono gestiti i rapporti con i nuovi soci?


Tipologia soci: problema di chiarezza (attivo, sostenitore, collaboratore) e di numero legale per le decisioni. Non in tutte le sedi c’è una distinzione sulla tipologia di soci.
La presenza dei docenti è importante: per i rapporti con l’università, per l’esperienza tecnica; è importante anche la reciproca condivisione di obiettivi.

C’è un filtro sull’accoglienza di nuovi soci, rappresentato dall’invito a seguire le attività dell’associazione per un periodo di circa 6 mesi, per avere una base su cui decidere di aderire o meno.

La strategia seguita negli ultimi anni è quella di privilegiare l’adesione e la formazione di giovani (primi anni) per garantire nuove idee e continuità nel tempo.

RAPPORTI CON L’UNIVERSITA’

I rapporti dell’associazione ISF con l’università di riferimento sono variabili nelle sedi italiane e condizionati dalle differenti realtà universitarie (in termini di numerosità, età e tradizione, cultura accademica, facilità di rapporto studente – docente, ...)

Fra le relazioni esterne di una ISF quello con la “propria” università è sicuramente uno dei più importanti. È cruciale che tale rapporto sia paritario e indipendente, fra due soggetti ben distinti (e tale distinzione va chiarita nella mente dei singoli soci) che traggono mutuo vantaggio nella cooperazione reciproca.

Come esempio l’università patrocina iniziative culturali e formative organizzate da ISF (dando maggiore visibilità), mette a disposizione spazi, attrezzature e fondi, mentre ISF mette a disposizione progetti in cui gli studenti possono svolgere tesi (e stage), oppure organizza iniziative che rispondono a obiettivi formativi che le facoltà tecnico scientifiche più difficilmente riescono a perseguire in modo istituzionale (etica, consapevolezza della responsabilità sociale dell’ingegnere, capacità di lavorare in gruppo, ecc.)

I rapporti con l’Università possono essere formalizzati, qualora la sede lo ritenga opportuno, per una maggiore chiarezza, attraverso la stipula di protocolli di intesa, di accordi su un particolare progetto, ecc. Le formalizzazioni possono avvenire con diverse istituzioni (dipartimento, corso di laurea, facoltà, ateneo). In questo ambito vanno annoverate anche i rapporti con le altre associazioni universitarie presenti nella propria sede, con le quali si organizzano iniziative comuni

Fra gli obiettivi dell’operato di ISF è quello di essere promotore di un miglioramento della vita e dell’attività universitaria, nella direzione dei diritti e dei bisogni fondamentali della persona in accordo con quanto dichiarato nella Carta dei Principi.

GESTIONE DI PROGETTI

a)A che tipo di progetti partecipa (gestisce) ISF?
b)Come si gestiscono i progetti in ISF?
c)A che livello sono gestiti (nazionale e/o di sede)?
d) Come avviene il reperimento di fondi?
e)Come (con quali criteri) si scelgono i progetti e i partners (nazionali e internazionali)?

a) I progetti a cui hanno partecipato le sedi ISF in Italia sono di Cooperazione allo Sviluppo (CaS) e di Educazione allo Sviluppo (EaS) umano e sostenibile. In pratica ISF partecipa a progetti gestiti da ONG e/o associazioni fornendo un contributo nell’ambito delle proprie competenze.
Poiché il ruolo di ISF non può essere soltanto tecnico, è riconosciuta come esigenza imprescindibile la formazione degli operatori – volta ad acquisire competenze educative e interdisciplinari e la sensibilizzazione dei soci e sul territorio. Il metodo è adottato da ISF a livello internazionale (Spagna, Francia, …)

b) Nell'ambito della cooperazione allo sviluppo esiste una letteratura ormai consolidata sulle metodologie di gestione del progetto di cooperazione che sono diventate un linguaggio comune adottato dalle organizzazioni che si occupano di aiuto allo sviluppo, nonché requisito necessario per un lavoro di qualità e coerente con la carta dei principi.
ISF ritiene imprescindibile per il suo operato la formazione dei propri volontari in questo ambito.

c) L'esperienza maturata dalle sedi esistenti rivela che nella prima fase della vita delle associazioni ISF si affronta il problema della ricerca di progetti a cui partecipare.
Le proposte arrivano e difficilmente si dispone già degli strumenti per valutare l'idoneità delle proposte di progetto e la coerenza con la carta dei principi.

d) La gestione dei progetti al momento avviene a livello locale e non ci sono vincoli a livello nazionale. L'unico progetto che ha coinvolto tutte le sedi è il "progetto Kosovo" coordinato da ISF - Roma. La domanda esterna di coinvolgimento di ISF in progetti non è uniforme fra le varie sezioni.
ISF – Roma ha realizzato soprattutto seminari e convegni di educazione alle tematiche dello sviluppo umano e sostenibile con fondi dell’ateneo.

ASPETTI POLITICI

a)Come si pone ISF rispetto all'adesione a campagne, reti, social forum, ...?
b)L'adesione è decisa a livello di coordinamento nazionale oppure dalla singola sede?

L'adesione a campagne è vincolata alla coerenza con la carta dei principi ISF. ISF - Italia (Roma e Torino, insieme a Trento ancora non formalmente costituita) ha aderito al Genova Social Forum in occasione delle manifestazioni per il G8 di Genova nel luglio 2001 concordando l'adesione a livello di coordinamento.

Nel 2002 ISF – Italia ha aderito al Forum Sociale Europeo e all’appello di Emergency contro la guerra in Iraq (ottobre 2002).
Nel 2003 ISF – Italia ha aderito al FSE di Parigi. Una delegazione è stata mandata a Parigi per incontrare ISF Francia, che ha organizzato all'FSE un convegno sulla responsabilità dell'ingegnere nella società.
Nel 2004 ISF Italia ha partecipato all'FSE di Londra organizzando (e tenendo insieme a COOPI e Unimondo) un seminario sul divario digitale.

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Tanzania
Collaborazione attraverso progetti tecnici (acqua ed energia) in alcuni villaggi della Tanzania.

Cantina del Sole
Progetto per l’autocostruzione di pannelli solari termici.

Madagascar
Installazione di una radio comunitaria rurale in Madagascar

Miniriciclo
Raccolta differenziata all’interno della facoltà di Ingegneria, sede di San Pietro in Vincoli.